Contrasto alla povertà e inclusione sociale: il ruolo delle Regioni

Mancano 5,5 miliardi. Governo riveda la legge delega.

 
Il ministro Poletti ha lanciato il progetto di un sostegno economico pari a circa 320 euro al mese per "280 mila famiglie, 550 mila bambini e quasi 1 milione e 150 mila persone". Ma la legge di Stabilità ha stanziato a regime solo 1,5 miliardi di euro l'anno. Troppo poco secondo l'Alleanza contro la povertà: per raggiungere questi obiettivi bisogna investire 7 miliardi di euro (contro gli 1,5 messi sul piatto dal governo) e fornire gli strumenti adeguati ai servizi di welfare locale.
Contrasto alla povertà e inclusione sociale, Alleanza contro la povertà: “Mancano 5,5 miliardi. Governo riveda la legge delega”

Il primo problema sono le risorse. “La delega esclude ulteriori stanziamenti per la lotta alla povertà”, spiegano le associazioni, rispetto a quanto già previsto dalla legge di Stabilità. Quei 1,5 miliardi sono stati un passo in avanti, ma non sufficiente: per venire incontro ai 4,1 milioni di persone in povertà assoluta (dati Istat), secondo l’Alleanza contro la povertà servono 7 miliardi di euro. Mancano all’appello 5,5 miliardi. “Ci si ferma a 3 poveri su 10″, spiega il comunicato. Con le risorse ipotizzate dal governo “si arriverebbe a coprire intorno al 30% delle persone povere (tra 1,2 e 1,3 milioni), quelle appartenenti ad alcune tra le famiglie indigenti con figli“. Insomma, la maggior parte dei soggetti in stato di povertà resterebbe esclusa dall’intervento del governo.

Per l'Alleanza contro la Povertà in Italia, c'è poi un altro problema: “L’inclusione sociale rischia di rimanere solo un obiettivo dichiarato”. Accanto al contributo economico, il disegno di legge prevede infatti progetti personalizzati d’inserimento sociale. “Si chiede alla realtà del welfare locale di costruire strategie per l’inclusione sociale dei propri cittadini poveri senza dotarle di strumenti adeguati allo scopo”. Da un lato, anche in questo caso, c’è il nodo delle risorse. I servizi territoriali, spiega l’Alleanza contro la povertà, possono contare su 150 milioni di euro annui, una dotazione “senza dubbio inadeguata“. Poi c’è anche la necessità di un impulso alla formazione del personale, altra esigenza lasciata insoddisfatta dal testo di legge: “Non si prevedono le necessarie modalità per rafforzare le competenze degli operatori impegnati nei territori, quali iniziative di accompagnamento e formazione, e neppure le attività di monitoraggio utili ad imparare dall’esperienza”.

In allegato la nota dell'Alleanza contro la povertà in merito al ddl delega del Governo sulla lotta alla povertà.