D.l. n.174/2012 - Enti territoriali e sisma Emilia-Romagna: la Camera vota sì alla fiducia

Confermata questa mattina alla Camera la fiducia al Governo che ieri aveva posto la relativa questione sull'approvazione del decreto-legge in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché in favore delle zone terremotate nel maggio 20

 
 

Infatti, a seguito del breve rinvio chiesto dall’Assemblea, le Commissioni bilancio e affari costituzionali hanno apportato ulteriori modifiche al testo precedentemente licenziato per l’Aula, per risolvere alcuni aspetti problematici del provvedimento soprattutto dovuti alla carenza di copertura di alcune nuove norme. In particolare, si trattava delle disposizioni: di cui all'articolo 8 comma 3 (mutui contratti dai comuni con la Cassa depositi e prestiti); delle modifiche apportate all'articolo 9 comma 6 (IMU per gli immobili degli enti non commerciali); delle modifiche apportate al comma 7 dell'articolo 11, al quale è collegato il nuovo comma 7-bis (pagamento di imposte e contributi nelle zone colpite dal sisma del maggio 2012).

Le Commissioni, dopo aver approvato gli emendamenti 8.900 e 9.900 del Governo, hanno respinto, dopo una lunga e accesa discussione, l'emendamento 11.900 del Governo riguardante l’art. 11, lasciando sul tappeto il problema della copertura degli oneri finanziari derivanti dalla c.d. “busta pesante”, sicché, considerato il rilievo delle questioni, le Commissioni hanno convenuto unanimemente di riconsiderare il testo precedentemente approvato presentando un nuovo emendamento 11.901 con cui hanno voluto assicurare una soluzione finanziaria idonea a garantire la copertura finanziaria della lettera b) del comma 7-bis dell'articolo 11. L’emendamento è stato quindi approvato dalle Commissioni.

Votata la fiducia al Governo, l’Assemblea procederà alla votazione degli ordini del giorno nella seduta di martedì 13 novembre, a partire dalle ore 15. Seguirà la votazione finale.

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Per quanto riguarda le nuove modifiche apportate dalle Commissioni e riversate nel maxiemendamento, esse sono riferite ai seguenti articoli:

 

- articolo 8 che reca disposizioni in materia di Patto di stabilità. Il comma 3, emendato già nel corso dell'esame in sede referente, modifica l'articolo 16 del decreto-legge n. 95/2012. Nella nuova formulazione è stato soppresso il comma 6-quater secondo cui, al fine di consentire l'estinzione anticipata o la riduzione anticipata del debito degli enti locali, ai comuni non si sarebbe applicato l'indennizzo previsto per l'estinzione anticipata dei prestiti sottoscritti con la società Cassa depositi e prestiti Spa. Per le medesime finalità, inoltre, sarebbe stata consentita ai comuni l'estinzione parziale dei mutui e dei prestiti con lo stesso istituto anche in deroga ai contratti già sottoscritti.

 

Modificato anche il comma 6-bis dell'art. 16 del d.l. n. 95/2012 in base al quale per il 2012, ai comuni assoggettati nel 2012 alle regole del patto di stabilità interno, non si applica la riduzione delle risorse prevista dal comma 6 dell’art. 16. Gli importi delle riduzioni da imputare a ciascun comune non sono validi ai fini del patto di stabilità interno e sono utilizzati esclusivamente per l'estinzione o riduzione anticipata del debito, inclusi gli eventuali indennizzi dovuti.

 

- Articolo 9 che riguarda la verifica degli equilibri di bilancio degli enti locali, la disciplina di IPT e IMU, la riscossione delle entrate e il 5 per milleE' stato ripristinato il testo originario del comma 6 del decreto-legge nella parte riguardante la disciplina dell'IMU applicabile agli immobili degli enti non commerciali (comma6). Le Commissioni, invece, lo avevano inizialmente modificato affidando alla disciplina regolamentare il compito ulteriore di individuare i requisiti atti a qualificare soggetti e le attività come svolte “in modo diretto e indiretto con modalità non lucrative” che determina l’esenzione dal tributo, oltre che gli elementi volti a individuare il rapporto proporzionale tra uso commerciale e uso non commerciale dell’immobile.

 

- L’articolo 11 che disciplina le misure per superare le conseguenze del sisma del maggio 2012, è stato modificato nel comma 7-bis con una soluzione di compromesso che innanzi tutto ha escluso il differimento dei termini per la sospensione dei contributi previdenziali dei titolari di reddito di lavoro dipendente con abitazione danneggiata e, in secondo luogo ha condizionato l’ampliamento ad alcune categorie titolate a chiedere il finanziamento assistito, all’integrazione della convenzione tra la Cassa depositi e prestiti e l'Associazione bancaria italiana. In particolare, nella versione attuale il finanziamentoassistito dalla garanzia dello Stato potrà essere richiesto:

 

a) dai titolari di reddito di impresa e, previa integrazione della convenzione tra CDP e ABI, dagli esercenti attività commercialiagricole, che, limitatamente ai danni subiti in relazione alle attività effettuate nell'esercizio di dette imprese, hanno i requisiti per accedere ai contributi di cui all'articolo 3 del decreto-legge n. 74/2012 (lex n. 122/2012), e successive modificazioniovvero all'articolo 3-bis del decreto-legge n. 95/2012 (legge n. 135/2012) per il pagamento dei tributi, contributi e premi di cui al comma 6, nonché per gli altri importi dovuti dal 1o dicembre 2012 al 30 giugno 2013;

 

b) dai titolari di reddito di lavoro dipendente, proprietari di una unità immobiliare adibita ad abitazione principale classificata nelle categorie B, C, D, E e F della classificazione AeDES, per il pagamento dei soli tributi (è stato soppresso il riferimento ai contributi) dovuti dal 16 dicembre 2012 al 30 giugno 2013E’ stato poi aggiunto un nuovo comma 7-ter che provvede alla copertura degli oneri derivanti dall'applicazione della citata lettera b) stimati in 0,2 milioni di euro nel 2012 e in 6 milioni di euro per il 2013: si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 47, secondo comma, della legge n. 222/1985, relativamente alla quota destinata allo Stato dell'8 per mille dell'IRPEF.

 

Intervenendo nel dibattito svoltosi presso le Commissioni riunite per decidere come risolvere i problemi di copertura posti dal testo licenziato inizialmente per l’Aula, il Sottosegretario Polillo, riferendosi all'articolo 11, commi 7 e 7-bis, ha confermato che, per la parte tributaria, l'entità massima del finanziamento corrispondente ai tributi che devono essere versati dai soggetti interessati da dicembre 2012 a giugno 2013, è stimata in circa 168 milioni di euro, di cui 22 milioni per il mese di dicembre 2012 e 146 milioni per il semestre gennaio-giugno 2013. Sottolineato che la RGS non ha tenuto conto del fatto che il testo delle Commissioni non prevede la corresponsione successiva dei tributi dovuti, ha precisato che, sul predetto ammontare vanno calcolati anche gli oneri per interessi con conseguente incidenza sulle risorse preordinate alla ricostruzione delle zone terremotate. A tali effetti vanno aggiunti – ha proseguito il Sottosegretario - quelli conseguenti ai contributi previdenziali e assistenziali e ai premi per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, riguardo ai quali il testo delle Commissioni prevede la possibilità di chiedere ai sostituti di imposta la sospensione dei relativi versamenti. Il Governo, pertanto, ha confermato il parere contrario sul testo delle Commissioni, per mancanza di copertura.

 

Quanto all'emendamento 11.900 del Governo (poi bocciato), che prevedeva la sospensione dei versamenti per l'IMU e la TARSU per la prima e per la seconda casa, estesa anche a tutte le case danneggiate oltreché a quelle inagibili, nonché l’esclusione del versamento del cosiddetto «saldo acconto», il Sottosegretario ha riferito che agli oneri derivanti dallo slittamento del versamento dovuto nel mese di dicembre 2012, pari a 7 milioni di euro nel 2012 e a 0,1 milioni di euro nel 2013, si farebbe fronte mediante riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui alla legge n. 222 del 1985 (8 per mille). La relazione tecnica precisa che sulla base della banca dati IMU è stato estrapolato il gettito complessivo IMU stimato relativo ai comuni interessati dal sisma del 20 e 29 maggio 2012. Per quanto riguarda la determinazione della platea dei soggetti interessati e del relativo gettito IMU, il Sottosegretario ha precisato che è stata considerata prudenzialmente una quota pari al 5 per cento dell'IMU relativa ai soli immobili diversi dall'abitazione principale, in quanto i soggetti beneficiari proprietari di un'unità immobiliare adibita ad abitazione principale distrutta o inagibile già godono dell'esenzione ai sensi dell'articolo 8, comma 3, del decreto-legge 74/2012. Il Governo, pertanto, ha stimato, per il mese di dicembre 2012 un mancato versamento IMU di circa 6 milioni di euro, di cui 3 milioni in quota all'erario e 3 milioni in quota ai comuni. Considerando poi anche gli altri tributi oggetto di sospensione, ossia TIA, TARSU ed altri tributi locali ed erariali, valutabili in circa un milione di euro, il Governo ha stimato un ammontare complessivo di mancati versamenti nel mese di dicembre 2012 di circa 7 milioni di euro che saranno introitati nell'annualità successiva. Per l'anno 2013 è stato stimato un ammontare complessivo dei tributi oggetto di sospensione analogo a quello del 2012: 6 milioni di euro per il versamento IMU di giugno e un milione di euro per i versamenti di altri tributi, locali ed erariali. Tali versamenti subiranno uno slittamento di alcuni mesi, comportando oneri in termini di maggiori interessi di circa 0,1 milioni di euro per il 2013, calcolati al tasso del 5 per cento.

 

Conseguentemente, il Governo ha confermato il parere contrario sui subemendamenti Marchi 0.11.900.1 e 0.11.900.2.

 

A tali rilievi, Marchi (PD) ha obiettato che il testo delle Commissioni non annulla l’obbligo di versamento, ma semplicemente lo sospende annettendo a quest’ultima un carattere facoltativo; conseguentemente ha invitato il Governo a proporre una formulazione più chiara della norma in modo che non si presti ad alcuna ambiguità interpretativa. Condividendo tale ragionamento, Bitonci (LNP) ha espresso anche forti perplessità in ordine alle modalità con le quali la Ragioneria generale dello Stato ha effettuato le stime di impatto finanziario delle norme. Infatti, ha giudicato decisamente esagerata la stima di 168 milioni di euro per le modifiche apportate dalle Commissioni all'articolo 11, ritenendo più ragionevole una previsione di oneri intorno a 7 milioni di euro. Per lo stesso Gruppo, Polledri ha proposto al Governo di presentare una propria proposta di formulazione dei commi 7 e 7-bis per superare il rischio interpretativo paventato da Polillo.

 

Il Sottosegretario, però, ha sottolineato le difficoltà che incontrerebbe l’ipotesi di utilizzare il fondo di 6 miliardi anche per l'intervento di cui all'articolo 11, commi 7 e 7-bis, nel testo delle Commissioni, per le cosiddette «buste paga pesanti», in quanto tale iniziativa comporterebbe la riapertura dell'accordo già raggiunto con le banche e il rischio di rimettere in discussione anche il fondo di 6 miliardi.

 

Soffermandosi poi sul testo, modificato dalle Commissioni, dell'articolo 8, comma 3, il Sottosegretario ha rilevato che Eurostat sta monitorando con grande attenzione la posizione della Cassa depositi e prestiti nel sistema italiano e ha paventato il rischio che la CDP venga inclusa nel novero delle pubbliche amministrazioni, con un conseguente danno enorme per il Paese per via dell’aumento del debito pubblico stimabile in diversi punti di PIL che ne deriverebbe.

 

Quanto all'esenzione dall'IMU per le attività non lucrative, il Sottosegretario ha ribadito che il testo iniziale del Governo è il frutto di una concertazione con le istituzioni europee e che la sua modifica espone pertanto l'Italia al rischio di una nuova procedura di infrazione.

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