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Il Def all'esame del governo

Pubblichiamo in allegato le bozze del Documento di economia e finanza esaminate nel consiglio dei Ministri del 7 aprile, da approvare entro il 10 aprile.

 
La prima, Programma di Stabilità dell’Italia, curata dal Dipartimento del Tesoro; la seconda “Analisi e tendenze della finanza pubblica”, di competenza del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato; la terza, Programma Nazionale di Riforma, curata dal Dipartimento del Tesoro d’intesa con il Dipartimento delle Politiche europee.

Il Governo - si legge nella nota di Palazzo Chigi - lavora in una prospettiva non più emergenziale e di medio termine: riduzione delle tasse e risparmi sulla spesa, rilancio degli investimenti, riforme strutturali. Ha ritenuto opportuno confermare al 2017 il conseguimento dell' obiettivo del pareggio strutturale così da conferire una natura espansiva alla programmazione per il 2016.
Per il 2016 - prosegue il comunicato - il Governo si impegna a cancellare l’aumento delle tasse contemplato dalle clausole di salvaguardia, per un valore corrispondente a 1 punto di PIL. Questo intervento viene effettuato grazie ai alla spending review, alla maggiore crescita e alla minore spesa per interessi sul debito rispetto alle precedenti previsioni.
Il ricorso alla “clausola delle riforme” prevista dalle linee guida sulla flessibilità delle regole europee pubblicate dalla Commissione a gennaio di quest’anno, consente di contenere l’aggiustamento strutturale a 0,1% del PIL rispetto allo 0,5% altrimenti richiesto dalle regole comunitarie.
Nel 2015 dovrebbe inoltre avviarsi il percorso di riduzione Il debito pubblico, con una sua stabilizzazione a partire dal 2016. “Un percorso che libererà il Paese da un grave fardello. La regola del debito viene quindi rispettata e l’obiettivo viene centrato nel 2018”.
Il quadro programmatico contempla una crescita superiore alle precedenti previsioni, grazie alla cancellazione delle tasse contemplate per il 2016 dalle clausole di salvaguardia - conclude la nota - e nonostante l’impatto negativo dei risparmi sulla spesa.

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