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La riforma della riscossione dei tributi locali dati analisi e strategie per le scelte dei comuni

La riforma della riscossione dei tributi locali dati analisi e strategie per le scelte dei comuni

Articolo a cura di Cesare Cava, esperto Legautonomie, pubblicato da Italia Oggi lo scorso venerdì 24 febbraio.

 L’emanazione del Decreto Legge n. 193 del 22 ottobre 2016 e la soppressione di Equitalia, con la nascita del nuovo soggetto preposto alla riscossione nazionale Agenzia delle entrate -Riscossione, generano domande negli amministratori locali e nei funzionari degli uffici tributi sul tema dei ruoli, sulle potenzialità della riscossione coattiva diretta, sulle scelte da assumere nei prossimi mesi nei consigli comunali in funzione della necessità di revisione dei residui attivi e della impostazione della contabilità finanziaria potenziata e, soprattutto, per valutare come crescere professionalmente e tecnologicamente nella più complessa attività di gestione e accertamento dei tributi.

La riscossione coattiva è infatti l’ultima fase di una filiera tributaria molto articolata che determina un rapporto funzionale tra le diverse fasi della gestione, dell’accertamento e della riscossione, spontanea e coattiva.

Il nuovo tema da approfondire per gli enti locali, evitando le semplificazioni, è di natura culturale: dopo avere infatti attuato una progettualità di contrasto all’evasione tributaria che, negli anni, ha prodotto validi risultati, è adesso necessario mettere in campo idee e soluzioni per il contrasto “all’evasione da riscossione” valorizzando l’aspetto psicologico in base al quale pagare subito “costa meno”.

I livelli di tax compliance e di riscossione coattiva sono i due strumenti da governare, con cura ed equilibrio, per garantire una corretta gestione della fiscalità locale che tenda a valorizzare il rapporto di semplificazione e di adempimento spontaneo delle scadenze tributarie mediante il principio dell’autoliquidazione e, nel contempo, garantisca meccanismi di controllo e di applicazione di sanzioni dei comportamenti evasivi ed elusivi.

E’ auspicabile porre in atto una organizzazione tributaria che si apra al buon senso e alla massima trasparenza e fiducia nei confronti dei contribuenti corretti e che abbia la capacità di garantire verifiche tempestive e azioni di recupero coattivo efficaci, a tutela dei principi di equità fiscale.

Un fisco locale quindi capace di garantire che chi evade sarà perseguito con criteri di giustizia socialeSono tante le informazioni emerse nella fase di elaborazione della nuova pubblicazione di Legautonomie che verrà presentata a Firenze il 27 febbraio (vedi box a lato). I molti dati elaborati ci hanno aiutato a percorrere un tragitto capace di individuare livelli di crescita professionale e di miglioramento delle opportunità organizzative degli uffici tributi, rimettendo in discussione prassi consolidate e certezze operative basate su parametri ormai desueti e non più significativi in termini statistici.

Questo percorso è iniziato con la notizia, per sua natura storica, della soppressione di Equitalia e con la volontà di ipotizzare la nuova impostazione della riscossione coattiva degli enti locali, dopo il 1° luglio 2017.

Un futuro che alcuni, con semplificazione estrema, hanno individuato come una semplice modifica della denominazione del soggetto delegato alla riscossione nazionale, ritenendo che non si tratti di una vera soppressione, ma di una “trasformazione” funzionale da Equitalia in  Agenzia delle entrate - Riscossione.

Questa interpretazione, seppure con concreto pragmatismo parzialmente condivisibile, si limita ad analizzare la superficie della riforma senza addentrarsi nelle modifiche strutturali e sostanziali che la accompagnano, con decisioni e regole in discussione su tavoli e momenti diversi.

Ci riferiamo all’approfondimento delle tante variabili che accompagnano la riforma: dalle novità della definizione agevolata, alla discussione parlamentare sul disegno di legge della fase stragiudiziale dei crediti tributari, dalla pubblicazione della Consip del nuovo bando per il supporto alla riscossione diretta degli enti locali, alla nuova perequazione in base ai parametri di capacità fiscale.

Entrando nelle tematiche e nei risultati della riscossione coattiva, abbiamo preso atto che molte delle carenze della fase esecutiva non sono attinenti a responsabilità attribuibili a chi esercita la funzione, ma a variabili esterne, dipendenti e indipendenti, che condizionano e rallentano le azioni di recupero dei crediti tributari.

Le variabili dipendenti derivano da potenziali carenze interne all’Amministrazione comunale che possono essere migliorate, intervenendo nei processi di gestione e di accertamento, semplificando i regolamenti tributari e le aliquote, aumentando la quantità e la qualità dei controlli con strumenti informatici in grado di lavorare contemporaneamente migliaia di posizioni, accentuando l’utilizzo della rateazione, incrociando informazioni telematiche più aggiornate e generando ruoli e liste di carico più precise e corrette nei dati e nei valori.

Tutto questo riducendo gradatamente i tempi che maturano tra l’anno sottoposto a verifica e il periodo in cui sono esercitati i controlli.

L’obiettivo di migliorare le procedure deve quindi procedere di pari passo alla necessità di prevedere, nel prossimo triennio, una fase di verifica di due annualità per anno, per raggiungere alla fine della riorganizzazione temporale straordinaria, una attività di accertamento che si riduca a due anni rispetto ai termini di prescrizione di cinque.

Verificare le violazioni commesse negli ultimi due anni, rispetto ai cinque anni precedenti, è un obiettivo prioritario che ogni Comune deve tendere a perseguire, se interessato a migliorare i livelli della propria riscossione coattiva.

I meccanismi di intervento interno che possono migliorare le procedure di incasso e rendere più rapido e agevole la funzione del soggetto delegato alla fase coattiva, sono riconducibili ad interventi di revisione delle procedure e della tempistica.

Su queste variabili dipendenti può intervenire il singolo ente locale, modificando prassi consolidate che, involontariamente, provocano un freno alle molteplici opportunità.

Il Comune ha autonoma potestà regolamentare sulle variabili dipendenti, ma non ha titolo per intervenire sulle variabili indipendenti che condizionano le procedure esecutive, mediante diposizioni normative di carattere nazionale che, talvolta, non consentono fasi coattive tempestive ed efficaci, imponendo per somme di modesta entità passaggi amministrativi dilatori e limitazioni alle azioni cautelari e alle procedure esecutive.

Questi vincoli dovranno essere rivisti dal legislatore per rendere più moderna una procedura di riscossione coattiva che sia comparabile e in linea con le modalità utilizzate negli altri Paesi comunitari, garantendo inoltre pari efficacia all’atto d’ingiunzione rispetto al ruolo.

L’ufficio tributi del proprio Comune deve essere percepito in modo diverso rispetto all’Erario, perché il federalismo fiscale deve avvicinare i cittadini/contribuenti a un rapporto più semplice, più condiviso, più consapevole, nel convincimento che i tributi pagati tornano sul territorio in termini di servizi e investimenti.

La sfida che compete agli amministratori locali è complessa, ma può essere vinta soltanto investendo in questo percorso culturale attraverso regole semplici per chi vuole pagare e controlli efficaci per chi non versa il dovuto.

Un fisco locale più vicino ai cittadini è anche più capace di distinguere, nella fase coattiva, chi non è in grado di pagare e chi invece, pure potendo, non ha intenzione di versare i tributi.

L’utilizzo del buon senso e lo strumento della rateazione compatibile sono soluzioni valide per elaborare un rapporto fiscale con il contribuente, improntato al rispetto delle fasce socialmente e fiscalmente più deboli, garantendo altresì controlli tempestivi ed efficaci nei confronti di chi sceglie in modo consapevole di non pagare nonostante abbia le possibilità di farlo.

E’ soltanto attraverso il rispetto reciproco, tra Comune e contribuente, che può realizzarsi un sistema tributario e di riscossione più giusto e solidale.

Il Volume verrà consegnato gratuitamente a tutti i Comuni aderenti a Legautonomie, salvo richiesta degli stessi. Per info è necessario contattare Legautonomie Toscana utilizzando l'indirizzo di posta elettronica: info@legautonomie.toscana.it