Newsletter

Le Città della Cultura, proposte concrete per la ripresa del Paese

Le Città della Cultura, proposte concrete per la ripresa del Paese

Amministratori locali e regionali, politici, manager pubblici e privati a confronto per riaffermare la centralità di Cultura e Turismo e condividere le proposte per un nuovo progetto di rilancio del Paese

 
Amministratori locali e regionali, politici, manager pubblici e privati a confronto per riaffermare la centralità di Cultura e Turismo e condividere le proposte per un nuovo progetto di rilancio del Paese. Alla Conferenza Nazionale degli Assessori alla Cultura e al Turismo, “Le città della Cultura, tenutasi a Roma e promossa da Federculture, Legautonomie, Anci, Upi e Conferenza delle Regioni, amministratori locali e operatori, provenienti da tutta Italia, hanno reclamato un ruolo da protagonisti nelle politiche per cultura e turismo e hanno avanzato proposte operative per settori che possono, più di altri, contribuire alla ripresa economica e culturale del Paese.


Per uscire dalla crisi e tornare a crescere, è importante puntare su quei settori strategici che, nonostante la congiuntura negativa, non solo hanno retto ma mostrano segnali di grande vitalità. Per invertire la tendenza che vede il nostro Paese, in mancanza di una svolta e di decisioni immediate, scivolare inesorabilmente verso la stagnazione le autonomie locali e le imprese della cultura incalzano nuovamente il governo con una serie di proposte concrete e articolate che esigono risposte non più eludibili da parte dell’esecutivo. A partire dall’inserimento già nella prossima legge di stabilità di un pacchetto di misure a sostegno del settore da concordare in un tavolo comune con il governo. E ancora: una razionalizzazione delle fonti di finanziamento per un utilizzo più efficiente delle risorse, la destinazione dei fondi verso una programmazione che su base pluriennale privilegi i progetti strategici, la realizzazione di economie di scala derivanti dalla gestione comune di servizi, strada già percorsa da alcuni amministratori locali. Ma si tratta anche di porre la cultura a pieno titolo tra le funzioni fondamentali che i comuni devono assicurare ai cittadini nel quadro del nuovo assetto istituzionale previsto dal federalismo, da cui risulta clamorosamente assente, intendendo finalmente la cultura un'infrastruttura civile.

Infatti, a fronte di uno Stato che negli ultimi dieci anni ha ridotto il proprio impegno nella cultura del 32,5% – lo stanziamento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali nel 2011 è sceso alla soglia minima di 1,5 miliardi di euro, lo 0,2% del bilancio totale di tutti i ministeri – il sistema culturale nei territori ha retto grazie agli enti locali, anche se oggi sono in grandissima difficoltà.