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Riforma Costituzione, Sì della Camera al nuovo Senato

in allegato gli atti relativi

 
L’Assemblea della Camera ha dato il via libera alla riforma della Costituzione (ddl Boschi) che modifica il bicameralismo paritario. I voti favorevoli sono stati 357, i contrari 125 e 7 gli astenuti. Il testo tornerà a Palazzo Madama per l'ok finale.
Il Movimento 5 Stelle non ha partecipato al voto, Forza Italia, Sel e Lega hanno votato contro.
Riforma Costituzione, Sì della Camera al nuovo Senato

Il Governo ha accolto alcuni ordini del giorno che lo impegnano a:

- valutare l'opportunità di dare immediata attuazione ai provvedimenti che assicurino: iniziative tese all'uso della leva tecnologica, per attuare politiche di contenimento della spesa; una tempestiva ed efficace realizzazione di un coordinamento nazionale dell'anagrafe della popolazione residente; un sistema di notificazione ed identificazione documentale, come previsto nella Strategia del Governo per la crescita digitale 2014-2020 nell'ambito del progetto «Italia Login»;

- adottare le iniziative necessarie per la riforma del sistema delle Conferenze per preservare, al di fuori del circuito legislativo cui partecipa esclusivamente il nuovo Senato, una sede di composizione di diverse istanze, in vista dell'interesse generale, per le sole attività di natura amministrativa, tecnica e gestionale; tale sede dovrà essere regolata secondo un modello snellito, reso coerente con la riforma in esame ed ispirato a criteri di trasparenza e pubblicità dei procedimenti che in esso si svolgono, in modo da assicurare che, per le attività per le quali potrebbe in concreto delinearsi un «doppio binario» per effetto dell'intervento del Senato, vi sia un esercizio coerente di responsabilità politica dei rappresentanti delle istituzioni territoriali;

- attivarsi affinché nelle regioni sia messo a disposizione dei gruppi consiliari idoneo personale, anche assunto dalla Regione a contratto a tempo determinato per l'intero mandato, per l'esclusivo espletamento di attività di segreteria e di supporto legislativo;

- assicurare, nell'ambito delle sue proprie prerogative, che lo Stato, anche alla luce del nuovo quarto comma dell'articolo 199 della Costituzione, nell'attribuzione delle risorse necessarie ai Comuni, alle Città metropolitane e alle Regioni per lo svolgimento delle funzioni pubbliche loro attribuite faccia riferimento anche ai livelli essenziali delle prestazioni;

- favorire e promuovere, in sede di attuazione della riforma della parte seconda della Costituzione, l'attivazione del regionalismo differenziato da parte delle Regioni con l'obiettivo di valorizzare le regioni più virtuose;

- tenere nella dovuta considerazione in tutte le fasi di attuazione legislativa della riforma, la specificità delle aree montane, con particolare riferimento a quelle interamente montane e confinanti con Stati esteri, espressamente riconosciuta nel testo costituzionale, fermo restando il rispetto delle prerogative delle Regioni;

- valutare di prevedere una legislazione per i partiti o movimenti politici che adottano per la composizione delle proprie liste elettorali metodi di elezioni primarie, anche tenendo conto delle norme generali relative alle elezioni di riferimento;

- valutare l'opportunità di adottare utili iniziative in un quadro di competenza condivisa con le autonomie in cui la tutela dell'interesse pubblico soddisfatto da queste istituzioni trovi nel Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo il riferimento per definirne il futuro;

- favorire il più ampio dibattito, con il coinvolgimento delle istituzioni anche locali e di tutti i soggetti interessati, in vista dello svolgimento del referendum ai sensi dell'articolo 138 della Costituzione (racc.);

- assumere le opportune iniziative per la piena tutela del diritto alla salute in tutte le regioni italiane, garantendo l'intervento perequativo delle opportunità e quello di verifica e di controllo da parte dello Stato;

- verificare la possibilità di intervenire anche attraverso una propria iniziativa legislativa di rango costituzionale, coinvolgendo tutte le realtà interessate, per rivedere l'intero assetto territoriale e disporre la fusione di regioni esistenti;

- adottare ulteriori iniziative normative, con gli strumenti a sua disposizione, volte a garantire, in sede di prima applicazione delle norme inerenti la composizione del Senato della Repubblica, un uniforme svolgimento delle operazioni di voto e, quindi, a farsi carico di risolvere le seguenti criticità: l'indicazione dei soggetti titolati a presentare le liste di candidati; i tempi e le modalità secondo le quali dovranno essere presentate le liste di candidati; l'indicazione delle modalità tramite le quali sarà garantita l'elezione di un solo sindaco per ogni Regione; l'indicazione delle modalità secondo le quali dovrà essere individuata la lista che si dovrà far carico dell'elezione del sindaco; l'indicazione delle modalità secondo le quali si dovrà procedere in caso di decadenza o dimissioni di un consigliere o di un sindaco eletto senatore.

Respinto infine l’ordine del giorno Duranti (SEL) ed altri sul personale delle province. Il Ministro Boschi ha spiegato che la questione non è strettamente inerente alle riforme costituzionali, ma nel merito “c’è piena condivisione circa la preoccupazione e, quindi, c’è l'impegno del Governo a salvaguardare i lavoratori delle province nell'ambito del riordino che si sta portando avanti in attuazione della «legge Delrio»”.

Audizioni - Commissione affari costituzionali del Senato