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Riforma Senato, l'8 settembre riprendono i lavori in Commissione

Il prossimo 8 settembre la riforma Boschi torna in Senato, con le posizioni nel Pd ancora distanti sull’articolo 2, che riguarda l'elettività dei senatori.

Per la maggioranza del Pd, la non elettività dei nuovi senatori è un punto su cui non intendono cedere. Ma la minoranza del Pd vuole tornare all’elettività: il timore è che con i capilista bloccati alla Camera, la non elettività dei senatori finisca per limitare ancora di più la possibilità per gli elettori di scegliere i propri parlamentari.
L'8 settembre la commissione presieduta da Anna Finocchiaro si riunirà. Vista la mole di emendamenti (oltre 500 mila e gran parte proprio sull'art. 2), il testo sulle Riforme potrebbe arrivare direttamente in aula. Grasso dovrà decidere sull’ammissibilità degli emendamenti. Finocchiaro non ritiene possibile ridiscutere l’elezione indiretta dei senatori, su cui le Camere si sono già espresse.
Riforma Senato, l'8 settembre riprendono i lavori in Commissione
 
Audizioni - Commissione affari costituzionali del Senato - 2014
Audizioni - Commissione affari costituzionali del Senato - 2015
 
Approfondimenti
Il 10 marzo la Camera ha dato il via libera alla riforma della parte II della Costituzione. Ora il testo è all’esame del Senato. In occasione del voto finale a Montecitorio sono stati accolti dal governo tre gruppi di ordini del giorno: il primo relativo alla riforma delle Conferenze, il secondo riguardante l’autonomia differenziata, il terzo (che contiene un solo ordine del giorno) si riferisce al tema della possibile fusione di Regioni.
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi e del Ministro dell'interno Angelino Alfano, ha approvato in via definitiva, dopo aver ottenuto il parere favorevole delle competenti Commissioni parlamentari, il decreto legislativo che attua la delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali prevista dalla legge 6 maggio 2015, n. 52, c.d. Italicum.
Con questo atto, che tiene conto di proposte di modifica contenute nei pareri parlamentari, sono definiti i cento collegi elettorali in cui gli elettori saranno chiamati a scegliere i membri della Camera dei Deputati in base alla nuova legge elettorale. La ridotta dimensione dei collegi, ai quali sono assegnati i seggi in un numero variabile tra tre e nove in base alla relativa ampiezza, consente ad ogni elettore di individuare chiaramente l’offerta politica che gli viene sottoposta nel collegio di appartenenza e di scegliere il proprio candidato.