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Riforme, Ddl Boschi torna alla Camera

Riforme, Ddl Boschi torna alla Camera

A ottobre, sul testo che uscirà, si andrà al referendum confermativo.

La Camera voterà oggi pomeriggio, a partire dalle ore 15, il ddl Boschi con la riforma costituzionale. Il voto odierno concluderà la prima fase della riforma: la Camera confermerà, senza modifiche, il testo approvato dal Senato il 13 ottobre scorso. A questo punto, secondo quanto prescrive l'articolo 138 della Costituzione, occorreranno due altri brevi passaggi nei due rami del Parlamento (in Senato intorno al 20 gennaio e a metà aprile a Montecitorio), dove però senatori e deputati dovranno pronunciarsi, a maggioranza assoluta, con un “sì” o un “no” secchi, senza possibilità di ulteriori emendamenti. 
 
Riforme, Ddl Boschi torna alla Camera

Sul sito www.senatodelleautonomie.it atti e documenti di approfondimento sul tema della riforma in corso.

Audizioni - Commissione affari costituzionali del Senato - 2014
Audizioni - Commissione affari costituzionali del Senato - 2015
 
Approfondimenti
Il 10 marzo la Camera ha dato il via libera alla riforma della parte II della Costituzione. Ora il testo è all’esame del Senato. In occasione del voto finale a Montecitorio sono stati accolti dal governo tre gruppi di ordini del giorno: il primo relativo alla riforma delle Conferenze, il secondo riguardante l’autonomia differenziata, il terzo (che contiene un solo ordine del giorno) si riferisce al tema della possibile fusione di Regioni.
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi e del Ministro dell'interno Angelino Alfano, ha approvato in via definitiva, dopo aver ottenuto il parere favorevole delle competenti Commissioni parlamentari, il decreto legislativo che attua la delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali prevista dalla legge 6 maggio 2015, n. 52, c.d. Italicum.
Con questo atto, che tiene conto di proposte di modifica contenute nei pareri parlamentari, sono definiti i cento collegi elettorali in cui gli elettori saranno chiamati a scegliere i membri della Camera dei Deputati in base alla nuova legge elettorale. La ridotta dimensione dei collegi, ai quali sono assegnati i seggi in un numero variabile tra tre e nove in base alla relativa ampiezza, consente ad ogni elettore di individuare chiaramente l’offerta politica che gli viene sottoposta nel collegio di appartenenza e di scegliere il proprio candidato.