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Riordino della Protezione Civile, d.l. 59/2012: iniziata discussione in Aula alla Camera

Si è svolta in Assemblea, alla Camera, la discussione generale sul decreto-legge che detta disposizioni urgenti per il riordino della Protezione civile.

 
 
Riordino della Protezione Civile, d.l. 59/2012: iniziata discussione in Aula alla Camera

Nella relazione introduttiva i relatori hanno ricordato che la ratio di questa legge è quella di avere un dipartimento per la Protezione civile più forte, ma con operatività limitata alle emergenze e con esclusione dei grandi eventi. Si limita anche temporalmente l'emergenza e dunque l'intervento della Protezione civile e si sottraggono alla stessa i grandi eventi, si chiarisce in maniera netta la catena di comando e si rende efficace ed efficiente l'operato della Protezione civile nella primissima emergenza, alleggerendo alcuni passaggi burocratici anche in fase di spesa.

La titolarità del coordinamento è in capo alla Presidenza del Consiglio che può delegare il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio o un Ministro con portafoglio, senza destinare al Ministro dell'interno una priorità rispetto agli altri.

Nel precisare il novero dei compiti della Protezione civile è stata prevista l'identificazione degli scenari di rischio probabili, il preannuncio, il monitoraggio, la sorveglianza e vigilanza in tempo reale degli eventi e dei conseguenti livelli di rischio attesi.

Con una modifica delle Commissioni, inoltre viene regolato il sistema di allerta nazionale per il rischio meteo-idrogeologico e idraulico. Allo stesso articolo 1 è stata inserita, sempre in Commissione, la gestione delle reti di monitoraggio e l'uso delle radiofrequenze; in pratica le regioni sono esentate dal pagamento dei diritti amministrativi e dei contributi di concessione per le reti necessarie al funzionamento del servizio di allerta di cui ho parlato un attimo fa.

Sulla dichiarazione e la durata dello stato di emergenza si sono fissati 90 giorni di durata dell'emergenza, prorogabili per ulteriori 60 una sola volta.

Le ordinanze sono in capo al Dipartimento della protezione civile, ma nella delibera dello stato di emergenza il Presidente del Consiglio può anche ritenere diversamente, cioè può anche ritenere che tutte le ordinanze siano emanate da lui stesso o dal sottosegretario. Le ordinanze si possano occupare anche di beni culturali e della messa in sicurezza degli stessi, oltre che del ripristino di infrastrutture e reti indispensabili.

Fissato in trenta giorni il periodo di tempo nel quale il Capo della protezione civile comunica ma non concorda, come poi avverrà dopo il trentesimo giorno, con il Ministero dell'economia e delle finanze le proprie ordinanze. Dopo il centocinquantesimo giorno si torna all'ordinarietà e delle singole questioni si occupa l'amministrazione ordinariamente preposta ad occuparsene.

rendiconti dei commissari delegati sono trasferiti anche alle Commissioni parlamentari e pubblicati sul sito Internet del dipartimento.

Per il finanziamento il decreto-legge stabilisce che l'utilizzo prioritario debba essere di risorse statali, in maniera particolare del Fondo nazionale di protezione civile e del Fondo di riserva delle spese impreviste. Viene cancellato l'obbligo delle regioni di attingere preventivamente a risorse proprie aumentando i tributi, prima di poter utilizzare i prelievi statali. La regione ha solo la facoltà e non l'obbligo di elevare l'imposta regionale della benzina per autotrazione, ma sempre a valle dell'intervento da parte dello Stato. Lo Stato interviene attraverso i due fondi e ha l'obbligo di reintegrare la dotazione del fondo di riserva per spese impreviste, con taglio lineare delle voci di spesa indicate in un elenco allegato, e poi, in attesa del reintegro, il fondo può essere reintegrato con aumento dell'accisa della benzina.

compiti in materia di protezione civile dei prefetti vengono coordinati con quelli del presidente della regione.

Si stabilisce che vi sia un sistema di monitoraggio permanente sull'attuazione delle misure contenute nell'ordinanza di protezione civile, ed è stato stabilito che tutte le spese sostenute da comuni e province per far fronte all'emergenza siano escluse dalla patto di stabilità.

L'articolo 1-bis stabilisce la possibilità di dotarsi di un piano regionale di protezione civile. assicurazioni. Il relatore Margiotta (PD) ha spiegato che in linea di principio sia giusto dare la facoltà ai cittadini di assicurare la propria abitazione anche rispetto alle catastrofi naturali, oltre che ai rischi che classicamente sono oggetto di un'assicurazione su una abitazione e, anzi, vi è disponibilità di tutte le forze politiche e del Governo ad andare verso una legge ad hoc sull'argomento, approvata magari anche in sede legislativa dalle Commissioni, ma nella formulazione proposta dal Governo l'articolato non convinceva, perché rimandava ad un regolamento, che era complicato da fare in novanta giorni, dato che deve stabilire la mappatura del rischio sismico reale in Italia e stabilire quanto valgono i premi nelle diverse parti d'Italia. Il rischio concreto è quello che i premi costino molto nelle zone più a rischio e molto poco nelle zone non a rischio. Dunque, ha osservato il relatore, la materia va approfondita.

Sulle gestioni commissariali, il decreto-legge prevede che tutte vadano immediatamente chiuse. Sostanzialmente, prevedeva solo una possibilità di proroga di 30 giorni, fatto salvo l'Expo 2015 e il Forum delle famiglie del 2012. Si è ritenuto di ampliare questo termine, portandolo al 31 dicembre 2012.

È stato soppresso l'articolo che riguarda l'acquisto del termovalorizzatore di Acerra per le conseguenze negative che proprio l'inclusione nel Patto di stabilità di questa somma produrrebbe alla regione Campania. Infine, è stata inserita anche un'anagrafe pubblica per gli appalti dei grandi eventi e delle gestioni commissariali in corso.

In via generale, nella discussione tutti gli intervenuti hanno convenuto sulla necessità di arrivare ad una riforma della Protezione civile, tuttavia criticando la scelta della decretazione d’urgenza.